Storie di designer: Enzo Mari

Ci sono designer che preferiscono non esser chiamati tali, anche se enorme è il contributo che hanno regalato al mondo del design: uno di questi è Enzo Mari, classe 1932, un uomo che nel corso della sua lunga carriera ha saputo tracciare una profonda linea di demarcazione tra i suoi colleghi, i “designer” che progettano arredi a scopo di lucro cercando il mercato, e gli uomini come “lui”, che quando pensano a un oggetto da inserire in una casa non perdono mai di vista “bellezza delle forme, eleganza, ed essenzialità”.

Gli studi

Enzo Mari rappresenta un modello ineccepibile per il design made in Italy, un esempio di mente progettuale che non perde mai di vista l’importanza di una solida base umanistica di riferimento. Nato a Cerano, in provincia di Novara, Mari studiò all’Accademia di Brera. Quelli tra il 1952 e il 1956 sono, infatti, anni di formazione determinanti sulla sua sensibilità artistica, che gli hanno concesso di acquisire conoscenze profondamente teoriche oltre che pratiche, approfondendo, in particolare, gli aspetti psicologici della percezione visuale. 



Con Danese…

Dopo aver completato gli studi accademici, Mari si presenta alla casa di produzione Danese Milano; il primo frutto di questa collaborazione sarà il vassoio Putrella (1958), ancora oggi prodotto in edizione limitata. La collaborazione con Danese sarà lunga e prolifica, nonché all’insegna di memorabili creazioni, che vantano tuttora il privilegio di essere ancora in produzione. Tra i più noti progetti creati per Danese, ad esempio, si ricorda il “Posto dei giochi” (1967), che riprendeva una vecchia passione: progettare arredi per l’infanzia. 

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  1. postato da lovethesign